domenica 20 gennaio 2013

"Vulnerabile come una donna"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“Con la pelle depilata e liscia le mie gambe avevano assunto sembianze decisamente  femminili e questo mi faceva sentire allo stesso tempo piacevolmente gratificato nella mia vanità  e  preoccupato che tale bellezza potesse  apparire un po’ sospetta anche per lei. Forse inconsciamente le stavo lasciando un altro indizio da seguire per farla avvicinare a quella scomoda verità che non ero stato in grado di confessarle. E’ stato in quel periodo che la mia fantasia era più attiva che mai e giorno per giorno sentivo crescere quel desiderio ancora irrealizzato di provare ad uscire per la prima volta completamente vestito da donna. Fino a quel momento il massimo della trasgressione “enfemme” era stata la passeggiata al buio nel giardino di casa e di fatto le mie avventure si limitavano a saltuarie vestizioni davanti allo specchio per poter osservare la mia trasformazione al femminile placando poi l’eccitazione nell’autoerotismo. Avevo però da sempre il grande desiderio di poter provare l’ebbrezza di camminare all’aperto tra la gente sapendo che chiunque avrebbe potuto rivolgermi la parola cercando un approccio diretto. Sapevo bene che mi sarei sentito estremamente vulnerabile ed era proprio quel pensiero che mi eccitava e mi spaventava allo stesso tempo. Il fatto di avere le gambe depilate faceva si che  quel desiderio mi apparisse materialmente molto più realizzabile di quanto avessi mai pensato e la tentazione di poterlo fare davvero si insinuò tra i miei pensieri come una tentazione irresistibile…”
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sabato 19 gennaio 2013

"Desideri e turbamenti"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlibicato da lulu.com

“Un tempo guardavo le donne così belle e sensuali  e le ammiravo così intensamente da invidiare la loro bellezza  fino al punto da pensare che mi sarebbe piaciuto essere come loro per provare le stesse emozioni che loro potevano provare . Doveva essere bello, per una donna , poter camminare su quei tacchi così alti indossando quella minigonna così avvolgente che sottilineava i suoi fianchi lasciando in vista le lunghe gambe avvolte dai leggeri collant trasparenti. Doveva essere una bella sensazione quella di lasciarsi guardare, ammirare, desiderare ogni qualvolta camminava per strada incrociando sguardi e occhiate furtive.    Allora io mi  immaginavo vestito così come loro, cioè  vestito da donna ,  pur sapendo che in  condizioni normali non sarebbe stato affatto possibile. Le mie fantasie più intime restavano però sempre  rigidamente confinate  in un angolo segreto  del mio animo. Nel mio comportamento esteriore non traspariva nulla di tutto ciò e per fortuna non ebbi nessuno di quei  problemi che spesso capitano a quelli un po’ effeminati che vengono inesorabilmente derisi ed emarginati dal gruppo. Insomma non avevo subito nessun tipo  di trauma e la mia adolescenza trascorreva normalissima  perché in fondo, a parte queste strane fantasie, non avevo alcun tipo di  attrazione verso i maschi ed il mio interesse  era indirizzato solo  verso i corpi femminili che guardavo ed ammiravo con attenzione.” 





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venerdì 18 gennaio 2013

"In minigonna, collant e tacchi alti"

















































Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“Aveva delle calze nere velate e io immaginai che una donna così sotto la sua gonna non poteva che indossare  un intimo raffinato. Si muoveva con una armonia ed una femminilità che non avevo mai nemmeno sognato. Rapito da quella visione la seguii con lo sguardo incantato  e in quel momento non pensai solo a quanto mi sarebbe piaciuto possederla ma soprattutto a quanto mi sarebbe piaciuto "essere" una donna esattamente come lei. Nel mio fantasticare la prima cosa mi eccitava semplicemente, mentre la seconda toccava corde più profonde e al solo sfiorarne l'idea col pensiero suscitava un sussulto interiore, in parte inconfessabile e in parte troppo sconvolgente da indagare e fino in fondo. Quando mi masturbavo infatti sognavo corpi femminili e solo per qualche istante, che incendiava la mia eccitazione fino quasi a farmi venire, sognavo che una di quelle figure femminee fosse la mia. Di solito questo pensiero era solo fugace, quasi inconsapevole o latente, ma ora guardandola camminare davanti a me l'idea prese invece  decisamente il sopravvento e iniziai a eccitarmi sognando ad occhi aperti che quella donna fossi davvero io e che era su di me che si posavano tutti gli sguardi dei passanti mentre noncurante proseguivo per la mia strada. Per la prima volta  presi davvero coscienza  di questi aspetti così intimi e profondi  e per la prima volta cominciai a fantasticare davvero di poter indossare quegli indumenti che ai miei occhi apparivano così magici e misteriosi  ma altrettanto proibiti e irraggiungibili. La scintilla era scoccata e ciò che inizialmente mi appariva come una fantasia irrealizzabile iniziò a prendere corpo nei miei sogni notturni.”






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giovedì 17 gennaio 2013

"Una passione segreta"




Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“Forse avevo finalmente capito  che la parte femminile che c’era in me ogni tanto doveva poter uscire e manifestarsi liberamente  ed iniziai  ad abituarmi  all’idea che questa passione segreta mi avrebbe accompagnato per tutta la vita e che in fondo non mi dispiaceva per niente perchè mi sentivo una persona speciale e la cosa in un certo senso mi gratificava. Allora cominciai a considerarla non più come una cosa spregevole e vergognosa ma come una specie di hobby personale e segreto che potevo realizzare solo in privato  e solo sporadicamente. Era una cosa mia e solo mia.  Nessuno sarebbe mai venuto a conoscenza ed in fondo non facevo del male a nessuno. Se mi appagava  e mi faceva trovare un certo equilibrio, perché no?”



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mercoledì 16 gennaio 2013

"Sensazioni emozionanti"






Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib


Il travestito in genere non è attratto dai maschi ma spesso trova eccitante  il fatto di suscitare il loro interesse quando cammina completamente vestito da donna. Il fatto  di sentirsi “ desiderata “ e di sentire su di sé gli sguardi carichi di interesse diventa un piacere  sottile  a cui non riesce a sottrarsi  e che viene in qualche modo percepito come un complimento alla sua bravura nel travestirsi e nell’apparire come una donna. Egli sente di poter sedurre  e suscitare desiderio  solo camminando “da sola” lungo una strada indossando la minigonna ed i tacchi alti. Percepisce le strane e nuove sensazioni  della sua  gonna che si muove ondeggiando nella brezza, l’aria fredda sulle sue gambe, la sensazione di vulnerabilità che la gonna suscita, il rumore quasi ipnotico dei tacchi alti sull’asfalto. Tutte cose che appaiono normalissime per una donna ma completamente  nuove ed eccitanti per un uomo. Sono sensazioni che un uomo normale  nella sua vita ordinaria non  potrà mai provare e gli sono precluse perché sono considerate da sempre come proibite.





martedì 15 gennaio 2013

"Equilibrio instabile"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

Spesso trovare un equilibrio all’interno della coppia non è facile. Una moglie non capisce e non capirà mai il desiderio di un uomo di vestirsi da donna. Non fa parte del suo repertorio di fantasie erotiche, ed è fondamentalmente una cosa che non le appartiene. Molte donne faranno però di tutto per accontentarlo, soffriranno in silenzio, magari a volte gli compreranno anche  i vestiti da donna, ma non lo potranno mai  capire veramente. Sono smarrite  e all’origine di questo smarrimento  c’è tutta la delusione di chi pensava  di aver sposato un uomo normale   scoprendo invece che  gli ha  nascosto una parte importante della sua vita e del suo essere.  L’accusa principale riguarda la responsabilità di averla ingannata facendole credere per quieto vivere  di essere la persona che lei vedeva  ed occultando colpevolmente la sua parte femminile. Ci sono donne disposte ad accettarlo, donne che fanno buon viso  a cattivo gioco, e poi ce ne sono infine altre  a cui proprio non va giù.




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lunedì 14 gennaio 2013

"Confidarsi o tacere"


Tratto dal libro di Stella Borghesi:
IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI
Pubblicato da lulu.com

In genere quando la storia della coppia è solo all’inizio l’uomo  pensa di non avere ancora abbastanza confidenza ed intimità per poter affrontare una rivelazione così importante e sofferta. Il rischio concreto è in effetti quello di pregiudicare per sempre il rapporto sentimentale ma non solo. Nell’uomo prende corpo anche il timore che dopo l’eventuale rottura della sua storia d’amore  l’ex compagna decida di confidarsi con la sua amica del cuore che a sua volta deciderà di confidarsi con qualche altra amica del cuore ed in brevissimo tempo, da un amica del cuore ad un altra amica del cuore, il segreto sarà sulla bocca di tutti e lui  verrà  emarginato per sempre anche dai rapporti di amicizie maschili che riteneva consolidate e durature. Questo  rischio in effetti esiste ed è sicuramente da mettere in preventivo tra le possibili conseguenze della rivelazione. Quando invece il rapporto è diventato serio e duraturo, rivelarsi e condividere  tutto è altrettanto difficile. La donna potrebbe sentirsi (giustamente direi) imbrogliata, tradita, ferita. Nel dubbio  tra l’ipotesi di dirlo subito e quella di dirlo dopo l’uomo in genere sceglie di non scegliere  e temporeggia il più possibile mantenendo nascosto questo suo piccolo grande segreto nell’intima convinzione che il rischio conseguente alla rivelazione sia maggiore rispetto al vantaggio che potrebbe  derivarne. L’unica cosa certa è che sia di gran lunga preferibile confidarsi spontaneamente piuttosto che essere scoperti da lei. Il tempo non gioca mai a favore  di lui  e tanto più tenacemente persevera nel suo silenzio tanto  più difficile sarà il momento della rivelazione. Allo stesso modo c’è da tenere  tenere presente che, con il passare del tempo, per lui aumenta sensibilmente  anche il rischio di essere scoperto, perché  a lungo andare gli imprevisti, il caso o la sfortuna  sono da mettere in preventivo e solo in pochi casi il segreto rimarrà intatto per tutta la vita. Insomma lui dovrebbe aprire il suo cuore, confidarsi e confessarle  semplicemente  che a volte, quando lei non è in casa , ha il desiderio di vestirsi e di truccarsi da donna. Detto così sembra facile, no?