domenica 13 gennaio 2013

"L'immaginario erotico maschile"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

In tutte le fantasie erotiche maschili giocano un ruolo fondamentale  le immagini  esteriori  delle donne  che  vengono visualizzate con una notevole ricchezza di dettagli, soprattutto negli abiti ed in particolare nell’intimo. In questo senso il desiderio più diffuso  per gli uomini è quello di vedere realizzato il proprio sogno erotico con una donna che enfatizza la propria provocante femminilità e si presenta  ai suoi occhi  con maliziosa ed irresistibile sensualità, cioè con tutte quelle raffinatezze femminili che in realtà le donne non sempre prediligono nella vita di tutti i giorni,   come i tacchi alti, il reggicalze, le sottovesti di seta, guepier, calze nere  e molto altro ancora. Allora il sogno erotico si arricchisce di tutti quegli  elementi  che stimolano la sua eccitazione  e la sua immaginazione, fino a comporre l’immagine della donna ideale con cui lasciarsi andare ai più sfrenati desideri sessuali.



Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM




sabato 12 gennaio 2013

"Desideri inconfessabili"






Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib


“Nel momento in cui mi travestivo  i miei desideri improvvisamente si trasformavano e consideravo quasi normale che, “da donna”, desiderassi essere oggetto di attenzioni da parte di un uomo. Molto spesso  mi immaginavo  vestito completamente con intimo femminile, tacchi a spillo, calze di nylon nere  trasparenti  fissate ad un reggicalze, perizoma e minigonna a scacchi. Vestito in quel modo sentivo il desiderio  che un uomo  mi potesse ammirare e nelle fantasie erotiche che mi accompagnavano prima della masturbazione immaginavo che uno sconosciuto si avvicinasse ed senza parlare iniziasse a accarezzarmi i fianchi  da dietro facendomi sentire la sua erezione contro il mio sedere. Poi la figura che immaginavo  mi sollevava la minigonna e sentivo le sue mani salire sempre più audacemente  verso  l’alto  fino a trovare le mutandine di pizzo. Percepivo il suo desiderio, lui mi voleva e quando  lentamente le mutandine scivolavano fino a terra mi sentivo completamente  in sua balia. In quei momenti mi sentivo davvero  una donna e desideravo tutto ciò che desiderano le donne quando si eccitano. Loro  in quei momenti desiderano essere possedute e ammetto che in quegli attimi di trasporto lo  desideravo anch’io. Queste però erano solo fantasie che si sviluppavano  nei miei sogni erotici durante le mie “interpretazioni” al femminile davanti allo specchio di casa.”




Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM






venerdì 11 gennaio 2013

"Un segreto difficile da confidare"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

Se è vero che la trasgressione si alimenta con la segretezza è altrettanto vero che  nella vita di coppia  la sincerità  appare come  un valore assoluto a cui le donne non riescono a  rinunciare. Sui vari forum presenti sulla rete a tema crossdressing si riscontra spesso che la sincerità nel mostrare se stessi risulta  il miglior comportamento. Le donne sembrano poi essere quelle che sostengono con più forza il concetto  che un crossdresser debba essere sincero sull’argomento fin dall’inizio della relazione, mentre al contrario molti uomini sembrano essere  decisamente più cauti al riguardo ed in effetti ci sono  molte ragioni per giustificare  la  riluttanza maschile nel confidarsi con la propria partner. Spesso la difficoltà maggiore per l’uomo risulta quella di  rivelarsi interamente ad una persona conosciuta da poco, con conseguenti e plausibili  timori di non essere compreso e di essere abbandonato e deriso nel peggiore dei modi. Per l’uomo molto spesso  risulta difficile trovare le parole giuste così come altrettanto difficile risulta trovare il momento opportuno, anche perché forse il momento opportuno non esiste. Paura ed inerzia determinano nella maggior parte dei casi  il totale silenzio su questo segreto che poi con il passare del tempo diventa sempre più difficile da condividere. 



Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM



giovedì 10 gennaio 2013

"Gli stessi desideri di una donna"



Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

"Quando un uomo esce vestito  da donna viene spesso percepito come una persona che manifesta una facile disponibilità sessuale. Credo che spesso non sia solo una questione di percezione ma di effettivo desiderio del soggetto. Però in genere ciò che cercano i travestiti  non è la soddisfazione di irrefrenabili pulsioni sessuali, ma più semplicemente vogliono il piacere di sentirsi desiderati e ammirati, cercando di suscitare le stesse emozioni che provano le donne quando si vestono in maniera provocante e sensuale.E’ anche vero però che a volte,  seppur occasionalmente,   l'ebrezza del sentire il proprio corpo al femminile può portarlo ad immedesimarsi a tal  punto  nel suo ruolo da voler provare e vivere “appieno” la passività femminile e per questo può lasciarsi trascinare dal proprio desiderio fino al punto  da voler essere posseduto  da un uomo. In realtà per lui è solo  un modo per portare in superficie desideri e pulsioni che per una donna è del tutto naturale esprimere, mentre un uomo che voglia farlo deve superare mille tabù. I luoghi comuni, gli stereotipi, i condizionamenti ed il conformismo di natura sociale e comportamentale non aiutano certo ad esprimere una sessualità che è assai più trasversale di quanto non si creda. Però è più comodo  rifugiarsi nella normalità, quell'insieme di regole e di comportamenti stabiliti da pochi perché vengano accettati da tutti. La normalità rassicura, rende anonimi e  protegge. I travestiti considerano troppo rischioso uscire per strada allo scoperto  e lo fanno solo molto raramente perché in genere preferiscono  i luoghi protetti e sicuri, quasi sempre la propria casa."







Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM

mercoledì 9 gennaio 2013

"Il brivido della trasgressione"




Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“Dentro di me forse speravo che sarebbe stata una cosa  passeggera, che con il tempo si sarebbe affievolita e magari  sarebbe poi scomparsa del tutto sciogliendosi come neve al sole. Per un periodo  in effetti  fu davvero così e  pensavo davvero di esserne uscito anche perché allora ero felicemente innamorato. Non mi travestivo più  da mesi e soprattutto non sentivo nemmeno più questa necessità. Però poi, senza un motivo particolare, il desiderio riapparve nuovamente,  improvviso  e  forte proprio come la prima volta. A volte a far scattare la scintilla del  desiderio era  l’occasione  che si creava quando  restavo da  solo in casa  per il weekend e avevo la tranquillità  di poterlo fare in tutta  sicurezza  senza paura di essere scoperto. La tentazione allora mi tormentava fino a risultare irresistibile ed inevitabilmente cedevo lasciandomi trascinare  dal desiderio di provare quelle emozioni così inebrianti ed intense che la trasformazione “enfemme” suscitava ogni volta turbando  nel profondo il mio animo tormentato.”




Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM


martedì 8 gennaio 2013

"Lui indossava i miei collant"






Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

"Lo vidi appena entrai nella nostra camera matrimoniale. Si stava vestendo ed aveva iniziato ad avvolgere i collant su una delle sue gambe. Mi faceva sempre uno strano effetto vederlo  indossare i collant e non mi ero ancora abituata del tutto a quell’idea forse perché faceva a pugni con le consuetudini consolidate nel tempo che volevano le donne indossare i collant e gli uomini i calzini. Quella mattina Andrea mi sembrava  improvvisamente imbarazzato, come se lo avessi colto in fallo. Eppure sapeva bene che io ne ero a conoscenza da tempo e che in fondo lo avevo accettato. Ogni  giorno trovavo i collant nella cesta della biancheria sporca e poiché  normalmente io  indosso solo i calzini bassi di spugna non c’era bisogno di un detective per arrivare alla logica conclusione. A me i collant davano sempre un certo fastidio fisico e in genere non riuscivo a sopportarli addosso per più di due ore di fila.  Quelle  poche volte che dovevo indossare una gonna per qualche cerimonia o per qualche occasione speciale non vedevo l’ora di tornare a casa per potermeli togliere. Se a me i collant  provocavano sempre questo effetto fastidioso lui li trovava invece inspiegabilmente piacevoli. Me lo aveva fatto capire un pò alla volta finchè  alla fine me lo aveva anche detto chiaramente che gli davano piacevoli sensazioni, come un lieve massaggio sulle gambe. Per giustificare in parte questa stravagante novità si lamentava che i calzini corti gli davano fastidio  perché scendevano sotto i talloni  mentre i calzettoni lunghi gli erano insopportabili perché gli stringevano i polpacci creandogli problemi di circolazione. Insomma  sembrava che per lui i collant rappresentassero semplicemente la soluzione ideale, anzi l’unica. Che cosa ci trovasse poi di così bello per me era un mistero ma in fondo io la consideravo solo  un’innocente stranezza. Non era nulla di grave, pensavo, c’erano  cose ben peggiori nella vita rispetto a questa sua particolarità. Lui in fondo mi faceva sentire importante riempiendomi di attenzioni e soprattutto sentivo che mi amava. Questa per me era la cosa più importante ed il fatto che mi avesse reso partecipe di questo suo piccolo segreto  mi rendeva anche psicologicamente più forte  nel nostro rapporto perché sapevo che non avrebbe mai cercato di tradirmi."



lunedì 7 gennaio 2013

"Di notte, da solo, travestito da donna"







"Guardai nelTratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT
Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

"lo specchietto retrovisore i miei occhi blu: erano bellissimi e  sembravano brillare per l’eccitazione, sottolineati da un delicato ombretto azzurro pastello che sembrava fondersi con le lunghe ciglia curvate dal rimmel. La luce del tramonto era ancora intensa all’orizzonte e un attimo prima di arrivare al casello mi infilai un paio di occhiali da sole scuri. Lo superai senza intoppi e raggiunsi rapidamente il  centro  trovando un parcheggio con molta difficoltà nei pressi di un ristorante appartato e fuori mano. Al buio e lontano da sguardi indiscreti avevo indossato la minigonna, le scarpe con il tacco, la parrucca modello "Valentina", gli orecchini e la collana di perle bianche. Avevo una camicetta bianca semitrasparente che lasciava intravvedere il reggiseno sopra la mia pelle abbronzata. Quando scesi dalla macchina ero come in “trances”. Non mi rendevo nemmeno conto di quello che stavo facendo eppure sapevo che non potevo fare a meno di farlo, come trascinato da una forza irresistibile. Mi avviai verso il viale principale del centro pedonale  costeggiando le piccole imbarcazioni della darsena. C'era un vento che preannunciava la tempesta e la mia camicetta bianca si agitava  nel vento come tutti i miei pensieri.  Era una calda serata di metà luglio ma come spesso accade in quel mese  il tempo era imprevedibile e poteva cambiare rapidamente in poche ore. Era bellissimo sentire nel buio il suono dei miei passi sui tacchi a spillo e vedere gli sguardi dei primi ragazzi che si giravano al mio passaggio per potermi osservare con aria ammirata e lanciare spudoratamente qualche fischio alle mie spalle.  Ed io ero proprio lì, in mezzo a tutta quella gente che cercava nel mio sguardo  la possibilità di un contatto o di un gesto di disponibilità, che mi passava accanto sfiorandomi e che mi osservava desiderandomi  mentre io invece mi sforzavo di apparire disinteressata e distaccata come una donna che si lascia ammirare senza concedere nulla più che un  accenno di sorriso."


Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM