lunedì 13 febbraio 2017

"Un senso di appagamento"






































Tratto dal libro di Stella Borghesi:
IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI
Pubblicato da lulu.com

“Io non conosco le profonde motivazioni che a volte mi spingono ad apparire come una donna ma so che nei  momenti in cui mi travesto mi sento bene perché quei vestiti femminili mi trasmettono la tranquillità che mi rimette dell’umore giusto. Non so bene perché succede e non so nemmeno dove trovare le risposte ma so solo che non mi sento "malato" come il mondo in cui sono cresciuto vorrebbe farmi credere. Per me ogni persona ha le sue particolarità uniche e se io ogni tanto sento il desiderio di travestirmi da donna perché questo mi fa stare bene voglio sentirmi libero di non sentirmi in colpa. In colpa per che cosa?



sabato 11 febbraio 2017

"Una collezione di lingerie"

Tratto dal libro di Stella Borghesi:
IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI
Pubblicato da lulu.com


“Fin da ragazzino ho avuto una passione per gli abiti femminili. Mi piaceva guardarli, toccarli sentirmeli addosso. C'erano periodi in cui non potevo farne a meno e periodi in cui il desiderio sembrava essere scomparso. Però prima o poi questo strano desiderio ricompariva sempre e allora provavo ogni cosa che mi capitava, cose di mia madre, di mia zia o di mia sorella. Una volta mi sono eccitato moltissimo ad indossare la biancheria intima di un'amica di mia madre che era ospite a casa nostra per qualche giorno. Aveva una biancheria molto sexy e  fu la prima volta che indossai un corpetto ricamato con reggicalze. A 19 anni la voglia di avere della biancheria  da donna solo per me  mi spinse a superare le mie paure e rischiare i primi acquisti  nei centri commerciali superando l’imbarazzo iniziale . A casa avevo ricavato un nascondiglio dove custodivo gelosamente la mia collezione di lingerie , collezione che con il tempo si faceva sempre più ricca e preziosa. In certi periodi il desiderio di indossare tutte quelle cose raffinate e seducenti diventava così forte da risultare irresistibile. Era come una febbre che mi assaliva  e che mi faceva stare male come una malattia. Io l’avevo  chiamata “femminite” e  per farla scomparire l’unica soluzione era quella di superare le mie paure di essere scoperto  e di assecondare il desiderio di travestirmi da donna. Nella fase di “femminite” acuta sentivo il bisogno di indossare i collant e le mutandine di pizzo anche per andare a scuola ma nessuno si è mai accorto di nulla ed era piacevole la sensazione di indossare quelle cose così sexy all’insaputa di tutti. Era il piacere mentale di fare qualcosa di proibito, di segreto, qualcosa di scandaloso ma allo stesso tempo era anche un vero e proprio piacere  fisico che si manifestava al tatto con  il fruscio del nylon sulla pelle depilata e con la percezione del delicato tessuto ricamato delle mutandine che si insinuava in mezzo ai solchi del mio sedere. Più il rischio aumentava e più la cosa diventava eccitante. In quei momenti era come se non avessi più la reale percezione del pericolo anche se razionalmente ero consapevole che questo prima o poi  mi avrebbe creato dei problemi. Eppure non sapevo rinunciare a tutti quei simboli eccitanti della femminilità che riuscivano a soggiogarmi ogni volta  che era proprio una donna ad indossarli . Di fronte a quelle donne femminili che ostentavano quelle armi di seduzioni così  affascinanti mi comportavo come tutti gli altri uomini e ne ero profondamente attratto. Rispetto agli altri uomini però io sentivo anche il desiderio e la curiosità di sperimentare su me stesso quelle stesse cose e quando mi guardavo allo specchio, dopo essermi truccato e vestito da donna, provavo una sorta di piacere appagante,  un benessere indefinito, una sensazione gradevole ed una certa euforia. Sensazioni  molto simili a quelle che provavo stando in compagnia di un’attraente ragazza. Amavo vedere su me stesso  le stesse cose che desideravo vedere  indossate dalle donne e davanti allo specchio era come se io mi divertissi a fargliele indossare.”



giovedì 9 febbraio 2017

"Femminile e provocante"


Tratto dal libro di Stella Borghesi:
IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI
Pubblicato da lulu.com

“E’ una sensazione straordinaria camminare liberamente per casa indossando quegli abiti femminili e provocanti che tanto mi affascinano. Sono certo che chiunque ami questo genere di fantasia trovi difficile descrivere le emozioni provate in quei momenti. Eppure quando sono a casa da solo difficilmente riesco a resistere e il desiderio di travestirmi prende il sopravvento sulla mia razionalità. La cosa che mi ha sempre turbato è il fatto che ho provato una grande attrazione  nel travestirmi con abiti stretti e fascianti in un’età in cui non conoscevo ancora i piaceri del sesso. Vivo una vita del tutto normale e convivo con una ragazza con cui sto benissimo ma fino ad ora non le ho rivelato nulla di  questi miei desideri segreti per  paura di ferirla e di perderla. So bene che le sto nascondendo una parte importante di me e sono molto indeciso  ma ho anche paura della sua reazione. Forse un giorno troverò il coraggio di renderla  partecipe  di quelle sensazioni così intime  e piacevoli a cui non so rinunciare.”




mercoledì 8 febbraio 2017

"Davanti allo specchio"


Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

C'è un legame indissolubile tra il feticismo ed il travestitismo. Io restavo affascinato nel vedere la mia ragazza mentre indossava i collant e le scarpe con il sottile tacco a spillo. Mi piaceva osservare la sua figura femminile diventare irresistibilmente bella e sensuale. La osservavo, poi la ammiravo e poi... la invidiavo. La invidiavo perché la mia curiosità mi aveva spinto a voler provare le stesse sensazione che provava lei e un giorno che in casa non c'era avevo provato ad indossare i suoi collant scoprendo emozioni e turbamenti straordinariamente intensi e travolgenti. La invidiavo perché a lei era concesso di poter indossare liberamente tutte quelle cose che a noi maschi apparivano affascinanti e proibite. Credo che il mio desiderio e questa irresistibile passione segreta di indossare i suoi vestiti sia una cosa che riguarda la maggior parte dei feticisti. Solo che alcuni si limitano a guardare, altri, come me, si spingono un po' oltre per provare il sottile piacere della trasgressione ...


lunedì 6 febbraio 2017

"Un mondo raffinato e irresistibile"


Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“Per quasi vent'anni ho custodito dentro di me un segreto mai rivelato a nessuno. Sono un uomo eterosessuale ma credo che dentro di me ci sia una piccola parte femminile che ogni tanto reclama il proprio diritto di esistere e di farsi vedere. Io non provo nessuna attrazione nel confronti degli uomini e amo così tanto le donne e tutto ciò che è femminile da sentirmi irresistibilmente attratto dal loro mondo raffinato e seducente. Mi piace indossare della biancheria intima femminile, dei collant, una gonna, magari una parrucca e poi truccarmi con cura. Tutto questo non lo faccio per sopperire ad un bisogno sessuale perverso ma solo per manifestare quella femminilità che tanto ammiro nelle donne. All’inizio pensavo fosse solo un’attrazione per gli indumenti femminili ma  poi è diventato anche un modo per compensare  la mancanza di femminilità che non riscontravo nelle ragazze che frequentavo Quando ero solo in casa frugavo nell’armadio di mia sorella più grande e prendevo tutto il necessario, biancheria intima, collant e gonne e mi vestivo lasciandomi avvolgere da quelle intense emozioni che erano indelebili almeno quanto il senso di colpa che provavo. Sapevo che quella parte femminile, della quale avrei fatto volentieri a meno, era dentro di me  ed ogni tanto aveva  bisogno di poter uscire. Sapevo di dover trovare una soluzione perché intuivo  che questa passione  mi avrebbe distrutto la vita. Per un lungo periodo ho continuato a tenermi tutto dentro finché un giorno decisi  che non potevo continuare a mentire e che avrei dovuto raccontare il segreto a mia moglie anche se questo probabilmente avrebbe significato la fine della nostra storia. Lei rimase sconvolta dalla mia rivelazione ma poi ebbe una reazione che non mi sarei mai aspettato. Aveva capito subito che per me doveva essere una cosa importante e invece di arrabbiarsi o di farmi sentire in colpa aveva accettato la cosa assecondando il mio desiderio e diventando mia complice. La prima volta che mi feci vedere da lei “enfemme“ rimase sorpresa  dalla disinvoltura con cui  mi sapevo muovere indossando la sua gonna con i tacchi a spillo e quel giorno mi fece provare tutti i suoi vestiti più belli. Quasi magicamente tra noi si era creato un rapporto di straordinaria  complicità e sentivo che quel gioco trasgressivo e intrigante  era diventato il nostro intimo segreto, un segreto che ci univa in maniera indissolubile.”

giovedì 2 febbraio 2017

"Quando lui indossa la gonna"





Tratto dal libro di Stella Borghesi:
I COLLANT DI MIO MARITO
Pubblicato da YOUCANPRINT

Nuova edizione rivista e aggiornata nel febbraio 2017
Disponibile anche in versione digitale su Streetlib

“In genere si comincia col primo paio di collant disponibile, quello della mamma o della sorella, poi c'è chi lo fa di nascosto per tutta la vita e chi non rinuncia ad uscire in minigonna e tacco a spillo. C'è chi si lascia trasportare  dal desiderio  di vivere intensamente la propria parte femminile consumando delle straordinarie esperienze sessuali “enfemme”, quasi sempre in clandestinità e in luoghi solitari. Quando lui si mette il collant, il perizoma di pizzo e si tinge di rossetto le labbra, nasce sempre una creatura nuova in cerca della propria femminilità. Quando lui indossa una gonna e si sente come “lei” lo fa solo  perché vuole provare quello che prova la sua “Lei interiore” e per sentire l'intensità e la reale parte che occupa nella sua vita. Quando lui sceglie di continuare a coltivare la propria femminilità invece di sopprimerla, sceglie un percorso ricco di eccitazione e di rischi. Allora poter trasformare se stessi in bellissime creature dal sesso indefinito diventa una continua scoperta di se al femminile.”




Libro in formato cartaceo su YOUCANPRINT

Libro in formato cartaceo e digitale su LULU.COM


mercoledì 1 febbraio 2017

"Fantasie e desideri proibiti"

Tratto dal libro di Stella Borghesi:
IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI
Pubblicato da lulu.com

“Mi piace vestirmi da donna fin da quando ero ragazzino e devo confessare che non ho mai smesso veramente anche adesso che sono adulto anche se adesso la frequenza e l’intensità dell’emozione non è più quella di un tempo. Perchè lo faccio? Non lo so , forse all’inizio era solo  la curiosità di poter  superare una linea di confine, quel confine invisibile che separa il mondo maschile da quello femminile. Adesso sono felicemente sposato , amo mia moglie e i miei figli ed  ho un bel lavoro. Insomma siamo una famiglia felice. C’è solo quel piccolo particolare, quel dettaglio insignificante, un hobby  che al massimo occupa il  mio tempo solo  per una o due ore al mese. E’ un segreto difficile da scoprire ma ancor più difficile da confessare. E’ un segreto che non ho mai potuto o voluto condividere con nessuno. Chi mai potrebbe capire una cosa simile? Mi sono sempre piaciute le ragazze e non ho mai manifestato desideri per persone del mio stesso sesso. Eppure quando mi travesto da donna cambia tutto. C’è anche stato un momento in cui avevo paura di avere perso il controllo ed avevo timidamente iniziato a fare qualche uscita di sera  completamente vestito e truccato da donna. Quello che provavo era adrenalina pura e camminando sui tacchi alti nelle strade silenziose e deserte era un’emozione indescrivibile così come indescrivibile era il batticuore che sentivo all’avvicinarsi dei fari delle macchine che fendevano il buio della notte  ed illuminavano la mia figura femminile e vulnerabile. Sapevo che stavo rischiando  tanto, che la razionalità avrebbe dovuto fermarmi perché prima o poi sarebbe potuto accadere un imprevisto che mi avrebbe fatto scoprire  ed allora avrei perso tutto, moglie, figli  forse anche il lavoro e la sicurezza economica.  Ero sempre combattuto tra  la paura ed il  desiderio di mostrarmi vestito da donna e questo  stato d’animo era perennemente  in bilico. Io sono sempre stato bene nel mio corpo maschile e non mi è mai passato nemmeno lontanamente l’idea di cambiare sesso, come invece succede ai transessuali. Ma loro si sentono donne  e vogliono diventarlo. Io invece no, io mi sento un uomo e non desidero nemmeno  modificare i miei lineamenti del corpo per renderli più femminili. Al  massimo, questo si, mi piacerebbe potermi depilare le gambe per accentuare la sensibilità  della pelle liscia quando  indosso i collant. Ma non l’ho mai potuto fare per non mettere in allarme mia moglie. Cosa avrei potuto dirle?”